Le pagelle della vittoria sul Cerchiara

Serra Giuseppe (6) Appisolato in occasione della rete ospite, si risveglia di soprassalto quando nella ripresa scrosta dall’incrocio dei pali un missile del terzino destro avversario. Pisolo.

Gabriele Giorgio (6,5) La stazza e le movenze non sono quelle di un ballerino, nonostante ciò dimostra una discreta reattività lungo l’out di destra. Nel primo tempo presidia con diligenza e spirito di sacrificio la propria zona mentre nella ripresa tira fuori il petto e si lancia di frequente nella metà campo avversaria, scodellando nell’area di rigore ospite un gran numero di interessanti traversoni. Caparbio.

Serra Francesco (7,5) In campo il suo cuore è duro come la pietra. Mortifica senza pietà ogni iniziativa dell’uomo che ha in consegna con anticipi e chiusure degne della migliore scuola uruguagia. Si dimostra molto attento e tempestivo nell’accompagnare e coprire le discese dei laterali di difesa. Montero.

Scalise Antonio (8) I suoi due ruggiti si levano alti nell’arena sandemetrese. Si batte ferocemente su tutti i palloni recuperandone un’infinità. In ogni occasione difende e gestisce la sfera con eleganza e precisione, dando spesso il via alla manovra sandemetrese. Randello e pennello.

Cannizzaro Nino (7) Dopo alcuni tentativi andati a vuoto, si cala finalmente nella parte che il mister gli ha assegnato. E’ molto attento in fase difensiva ed estremamente propositivo in quella offensiva procurando numerosi grattacapi alla difesa ospite. Cerca senza fortuna la via della rete con tre ottime conclusioni dalla distanza neutralizzate con difficoltà dall’estremo difensore ospite. Sorpresa.

Bruno Angelo (7) Il centrocampo è il suo habitat naturale, ne presidia ogni porzione con diligenza e profitto recuperando un numero incalcolabile di palloni con cui ciba immediatamente i propri attaccanti. Chef.

Sammarro Gennaro (6,5) In avvio di gara non è sul pezzo. Con la mente altrove sbaglia un gran numero di appoggi anche molto semplici. Una volta ritornato in sé, però, si impossessa della bacchetta ed inizia a dirigere l’orchestra con la solita maestria. Toscanini. 

Canadè Francesco (6) Con tutti i chilometri macinati nel corso della stagione sarebbe arrivato in America. Ma il calcio non è una gara podistica, richiede anche qualità tattiche e soprattutto temperamentali che il giovane Canadè non sembra avere ancora acquisito. Acerbo. Dal 75’ Bellucci Cosimo (6) Il suo ingresso in campo è dettato dalla necessità di gestire con più calma ed esperienza il minimo vantaggio fin lì maturato. Diligente.

Scura Antonio (7) Con il pallone incollato tra i piedi mette più volte in subbuglio la difesa ospite.  L’eccessivo amore che nutre per la sfera lo rende, tuttavia, assai lezioso tanto che in diverse occasioni perde l’attimo giusto per servire i propri compagni. Non risparmia neppure una goccia di sudore, i crampi lo costringono alla sostituzione. Funambolo. Dall’85’ Baffa Adriano (s.v.) Purtroppo non ha il tempo di mettere in mostra le proprie qualità. Grillista.

Straface Francesco (7,5) La crescita avuta nel corso della stagione è esponenziale. Nel primo tempo agisce sulla linea dei trequartisti risultando costantemente una spina nel fianco della difesa ospite. Nella ripresa viene arretrato, per esigenze tattiche, sulla linea dei centrocampisti laddove garantisce maggiore copertura al pacchetto arretrato senza, però, lesinare il proprio prezioso contributo in fase offensiva. Zambrotta.

Paldino Santino (6) Il solito lavoro di sponda e di raccordo tra le linee che lo rende indispensabile per la manovra sandemetrese. Svaria su tutto il fronte dell’attacco granata fornendo un prezioso contributo anche in fase di non possesso.  Conclude anzitempo la gara a causa di un infortunio rimediato in occasione di uno scontro di gioco. Mandzukic. Dal 40’ Oriolo Massimo (6) Tatticamente la squadra è sempre ben messa in campo e ciascun calciatore conosce perfettamente i movimenti da compiere in ogni situazione di gioco. Avere dato ai propri ragazzi una precisa idea di calcio è certamente il più grande merito che va riconosciuto al mister. Entra in campo sul finire del primo tempo in luogo dell’acciaccato Paldino mettendo a disposizione della squadra la propria esperienza e intelligenza tattica. Fisicamente è un po’ provato dal virus intestinale che lo ha colpito in settimana e non può dare moltissimo. Stoico.